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Auguriiii alla neo eletta Responsabile del Coordinamento Donne Acli di Agrigento Valentina Cortese.
Giorno 15 febbraio 2008 presso la sede prov.le delle Acli di Agrigento è stata eletta la nuova Responsabile prov.le del Coordinamento Donne Acli.
Valentina Cortese
Il direttivo è formato dalle seguenti componenti:
Bongiovanni Stefania
Bonsignore Caterina
Bruccheri Angela
Butticè Elena
Fasulo Fabrizia
Rizzuto Francesca

Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa' il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa' il bene
L'onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te
Dian Fossey (Fairfax,California, 16 gennaio 1932 - Rwanda, 26 dicembre 1985) è stata un'etologa statunitente studiosa dei gorilla, autrice di un vasto studio su numerosi gruppi di gorilla, da lei osservati per anni nelle foreste di montagna del Rwanda. Convinta a lavorare in quei luoghi dal famoso paleontologo Louis Leakey, la sua opera è per certi versi analoga a quella di Jane Goodall con gli scimpanzé.
Nacque a Fairfax, in California, ma crebbe a San Francisco dove frequentò la Lowell High School. La sua infanzia non fu facile: i genitori si separararono quando lei aveva appena tre anni e la madre, per procurarsi il denaro necessario, lavorava come indossatrice presso alcuni negozi di abbigliamento, affidando ad altri la figlia. Due anni più tardi si risposò, ma il nuovo marito si rivelò eccessivamente severo e autoritario. Spesso Dian era esclusa dalla vita dei genitori e per questo cercava la compagnia degli animali. Avrebbe voluto laurearsi in Veterinaria, ma non riuscì a superare alcuni esami. Conseguì la laurea in terapia occupazionale presso il San Jose State College (ora San Jose State University) nel 1954. Si trasferì nel Kentucky per lavorare in un ospedale, e nel 1957, in seguito all'invito di un amico, cominciò a pensare a un viaggio in Africa.
Nel 1963 riuscì finalmente a procurarsi il denaro necessario per il suo viaggio. Durante il soggiorno in Africa conobbe il dottor Leakey e vide il suo primo gorilla di montagna. Qui incontrò il regista Alan Root, che stava girando un documentario sui gorilla. Incontrato nuovamente il dottor Leakey a una conferenza nel Kentucky, Dian gli comunicò il suo desiderio di andare in Africa per studiare i gorilla e gli mostrò alcune fotografie che aveva avuto dal regista Alan Root, dicendo di averle scattate lei stessa. Leakey fu profondamente impressionato da quelle immagini e convinse il National Geographic a finanziare una missione in Africa a Dian.
Dian Fossey raggiunse la Repubblica Democratica del Congo nel 1966, e qui si apprestò a un difficile censimento dei gorilla, proseguendo gli studi già iniziati da George Schaller. Creò il Karisoke Research Center in Rwanda nel 1967. In seguito frequentò l'università di Cambridge, dove conseguì il Ph.D. in zoologia nel 1974.
Fu trovata assassinata, all'età di 53 anni, nella provincia rwandese del Ruhengeri nel 1985. Secondo le testimonianze raccolte, il mandante dell'omicidio sarebbe stato Protais Zigiranyirazo, ex governatore del Ruhengeri, noto anche per avere creato le squadre della morte che sterminarono oltre 800.000 rwandesi nel 1994.
Il suo libro Gorilla nella nebbia descrive le sue ricerche scientifiche ma è anche un penetrante memoriale che narra di come Dian arrivò a studiare i gorilla in Africa. Parti della sua vicenda personale vennero in seguito adattate per il cinema: nel film Gorilla nella nebbia il ruolo di Dian è interpretato da Sigourney Weaver. Il libro tratta assai più dettagliatamente la sua carriera scientifica e omette alcune informazioni sulla vita privata, come la relazione con il fotografo Bob Campbell, che è invece in primo piano nell'intreccio del film.
Woman in the Mist di Farley Mowat, è stata la prima biografia estesa di Dian Fossey, e fa da utile contrappeso alle drammatizzazioni del film e alla centralità dei gorilla nella sua opera.
Un nuovo libro di Camilla de la Bedoyere, No One Loved Gorillas More (letteralmente: Nessuno ha amato i gorilla più di lei), racconta la storia di Dian attraverso le lettere da lei scritte ai familiari e agli amici. L'opera è pubblicata per commemorare il ventesimo anniversario della sua morte e comprende numerose fotografie inedite di Bob Campbell
Giovedì 8 marzo 2007
Presso il Castello Chiaramontano di Favara
Ore 16:00 Incontro partecipanti
Ore 16:30 Inteventi programmati
0re 18:00 La Vita di Madre Teresa
Ore 19:00 buffet
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L' origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all'arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita. Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina.Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dei che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati). Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, il dio Lupercus. I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell'amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati.Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. San Valentino nato a Terni nell'anno 175 d.C. divenne così il patrono dell'amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano. è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l'unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. La storia di San Valentino ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l'imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli. Mentre la seconda versione racconta che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato. La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d'addio che si concludeva con " dal vostro Valentino". Una frase che nel tempo è diventata sinonimo di Vero Amore.
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LE LEGGENDE SU SAN VALENTINO |
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ANCORA UNA VOLTA SIAMO STATI COSTRETTI AD ASSISTERE AD UNA TRISTE VICENDA CHE HA CAUSATO LA MORTE DI CHI OGNI GIORNO LAVORA PERCHE' SI MANTENGA L'ORDINE E LA GIUSTIZIA NELLE NOSTRE CITTA'.
LA MORTE DI UNA PERSONA SEMBRA COSì ASSURDA LEGATA AD UNO SPORT !!
COSA HANNO IN COMUNE LA MORTE VIOLENTA E UNA BELLA PARTITA DI PALLONE?
Complimenti alle donne del Coordinamento donne Acli Agrigento!!!
Antonella Maniscalco neo eletta presidente dell'assemblea dell'Unione dei Comuni Eraclea Minoa-Bovo Marina-Torre Salsa (Montallegro, Cattolica Eraclea e Siculiana
).
Floriana Di Pietra è stata nominata dalla segreteria Nazionale della Fap componente del Gruppo di lavoro per lo sviluppo dei rapporti con gli Enti locali.![]()
Letterina di Natale Avevo preparato la letterina e l'avevo data per tempo a un signore coi baffi che mi sembrava proprio perbene. Avevo chiesto appena qualche soldino e il cominciare a ridarci un po' di speranza e di dignità: mi avevano spiegato che Babbo Natale quest'anno è povero. Poi, ho aspettato. Ed è successo che...Ho scoperto che Babbo Natale non esiste: è terribile, anzi terribilissimo.
E' andata così.
Avevo preparato la letterina e l'avevo data per tempo a un signore coi baffi che mi sembrava proprio perbene. Sono previdente, io.
Non avevo chiesto tanto: mi avevano spiegato che Babbo Natale, quest'anno, è povero; mi avevano anche detto che siamo tanti: che ci sono i tassisti che menano e pure i notai che se lo annotano. E che ci sono i bisognosi, col macchinone fuoristrada o il negozio birichino. Insomma, avevo capito: sono giudiziosa, io.
Anche se mi ricordavo bene che l'altr'anni avevo trovato sotto l'alberello solo i gusci delle noci, e l'ultimo neanche quelli, avevo chiesto appena qualche soldino e il cominciare a ridarci un po' di speranza e di dignità. Poi, ho aspettato. Cercando di far la brava, è naturale. Io lo so che bisogna comportarsi bene e crederci tanto tanto, se vuoi che arrivi qualcosa. Io lo so che i bambini sono bambini e Babbo Natale è Babbo Natale: ciascuno al suo posto, insomma; ciascuno secondo le sue responsabilità, ciascuno secondo le sue competenze, dicono. Però si può anche parlare, ci si può anche aiutare. Magari è utile, disturbare ogni tanto il manovratore. E gliel'ho detto, al signore coi baffi, che Babbo Natale ci aveva promesso tanto l'altr'anno. Sono discola, io. E ho memoria, io.
Poi è successo che hanno cominciato tutti a litigare: non ho capito bene, per la verità. Dev'essere una cosa di grandi. Però vedevo il signore coi baffi agitarsi tanto e non succedeva niente: non lo so se è perché non conta tanto lui o perché Babbo Natale è cattivo o ha cambiato idea su questa storia della ricerca e dell'università come futuro del paese. E allora ho pensato che nella letterina avrei dovuto aggiungere che i soldini servono per scoprire a quale specie appartengono le renne, oppure cosa mangiano, oppure come si curano. Magari suggerendogli - come si usa adesso - che ci guadagna anche lui, che gli può tornare utile e non è solo cosa che si dice pensando alle favole, Babbo Natale forse si dava una regolata. Sono tarda, io.
Poi, ho capito pure io: Babbo Natale non esiste. E il signore coi baffi non lo so se gli perdona tutto perché ci crede ancora o è scurnacchiat' assaje. Il fatto è che neanche se mi avviluppo il cervello nella resina e fodero gli occhi in una fiducia davvero smarrita posso tornare a crederci, a Babbo Natale.
Ma c'è una cosa più grave ancora: non solo non esiste, o forse ha appeso la slitta al chiodo e mandato le renne a pascolare in ordine sparso: vuol farci credere che volano pure gli asini. E allora non ci sto. Sono analitica, io.
Perché se uso le tabelline, tre più due mi viene dubbio risultato; se mi impegno nel calcolo combinatorio, mi chiedo a che servono i dottori di ricerca: sono così tanti che ormai li prepara il cepu. Se passo all'analisi logica, non distinguo bene le università principali da quelle subordinate ma ne sento l'odorino come quando si brucia la torta (e chi andrà in castigo?); se il dizionario, mi dico che all'autorità che valuta e controlla preferirei l'autorevolezza. E quando mi tocca la biologia, vedo che hanno allevato le larve: quelle degli enti; e non ho ben capito che esperimento vogliono farci e se per comprovar l'eutanasia oppure il suicidio. Soprattutto, e questo riguarda l'ora di etica, sento una politica che delegittima se stessa: e non è antipolitica il gridarlo; sento aria di provincialismo, di rese dei conti interne. Di quattro spiccioli, e i precari stanno tutti lì: per programmare bisognerebbe fare un salto nel futuro e non ratificare le calze coi buchi o sancire i buchi sulle calze. Vedo mancette private: ma speriamo che Babbo Natale abbia sbagliato camino.
Sono stanca, io. Qui volano i cervelli, e gli asini siamo noi. Vorrei che fosse Pasqua, ma quella passata: quando le speranze c'erano tutte, ancora. E' triste, il Natale: l'allegrezza piena, e la fiducia, le ritrovi affogate quest'anno nella gravezza della disillusione. Non abbiamo più, proprio più, le parole per dirlo; anche, per crederci. Abbiamo solo la forza di sussurrare, giacché quella di parlare non ci è data: non fate niente. Lasciateci in pace.
Per fortuna, io credo nella Befana. La Befana è diversa da Babbo Natale: è donna, e pure meridionale. La Befana sfida la forza di gravità e le calze rotte sa cosa sono. La Befana non si veste coi colori della Coca Cola: ha personalità e dignità; un piano di volo non solo in base agli ordinativi, ma con obiettivi precisi e priorità. La Befana un programma ce l'ha davvero e sa distinguere le ciminiere dai comignoli.
La Befana sa cosa è proprio indifferibile; si ricorda che sapere sarà pure patire: ma che questo è già successo, e poi patire è altro da patimento; e che gli dei - che vogliono per definizione e non per conteggio postumo tener saldo il timone del mondo - devono prima o poi abbandonare la tracotanza, l'autolesionismo e l'autoreferenzialità se vogliono ‘ncamminarsi sulla diritta via. Non è difficile e non serve neanche il navigatore satellitare: basta la bussola di Flavio Gioia, o chi per lui., e qualche idea. Da parte nostra - che dei non siamo, né ci sentiamo - non cerchiamo più nemmen le stelle, che pure ci avevano promesso: ci basterebbe mantener i piedi in terra, e non in un continuo, estenuante, inutile rullio di una nave che va sempre e non viene mai; ci basterebbe che si smettesse di indicar la luna, quando non si vuole offrire nemmeno il dito. La Befana tutto questo, e altro ancora, lo sa.
La Befana esiste, senza dubbio. La Befana esiste, speriamo. Non muriamo i camini, ancora.
Buon anno, intanto.
*ricercatrice
Giorno 14 dicembre le ACLI di Agrigento hanno tenuto un incontro di spiritualita' presso il seminario vescovile di agrigento con la partecipazione del presidente prov.le Angelo Pecoraro, dell'assistente spirituale Padre Nicolo' Salemi e di Padre Stefano Casà del movimento Opus Matri Verbi.
La riflessione di quest'incontro ha suscitato grande interesse tra i presenti , quasi tutti presidenti delle strutture di base e membri del consiglio provinciale.
Lo scopo dell' incontro e' stato :mettere in evidenza il significato autentico del Natale .
E' stato un segno importante all'interno della nostra associazione, alla quale oggi piu' che mai viene assegnato il compito di mantenere vivo il messaggio cristiano.
Resp.prov.le del coord.donne:Elena Buttice'