L'ho appena letto sul sito in spagnolo della BBC. Enrique Bolaños, il presidente del Nicaragua, ha firmato la legge che elimina anche l'aborto terapeutico, che per anni "ha permesso l'interruzione della gravidanza se tre medici certificavano il pericolo di vita per la donna".
Nel Nicaragua le donne non possono abortire per nessuna ragione neppure se sono vittime di uno stupro o se la loro vita è in pericolo. La nuova legge è stata firmata dal presidente Bolaños in presenza di vescovi cattolici e vari leaders delle comunità evangeliche (e questo la dice lunga...).
Daniel Ortega, il leader sandinista che ha appena vinto le elezioni e che in passato era favorevole all'aborto, pare che si sia molto avvicinato al cattolicesimo e appoggi la nuova legge antiabortista. Da segnalare, ancora che le associazioni che difendono i diritti femminili, sottolineano come questa legge costringerà le donne a ricorrere all'aborto clandestino e dunque, metterà in pericolo le loro vite.
Ma che importa ai signori che legiferano senza aver mai partorito, senza sapere che significa essere vittime di violenza sessuale e senza avere nessuno che si permetta di decidere per loro che fare se la loro vita corre pericolo?
Non sono favorevole all'aborto in sé, ma sono favorevole all'esistenza di leggi che permettano alle donne di decidere autonomamente e di vedere la loro vita tutelata, sia quale sia la decisione che prendono. Continuo a credere che l'idea di libertà che guida un Paese si vede dalla libertà che concede alle proprie donne.






( tratto da la stampa.it)
Sabato 25 novemre 2006 si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Le piazze si mobilitano, convegni e congressi ne parlano, quando ancora su tutti i giornali le