Chi siamo

Utente: Elenok31

  • Responsabile : Buttice' Elena       

  • Bonsignore Caterina

  • Bruccheri Angela

  • Cortese Valentina

  • Maniscalco Antonella

  • Fasulo Fabrizia

  • Rizzuto Francesca


e-mail: agrigento@acli.it


Commenti recenti

utente anonimo in Dian Fossey

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie


Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
Google
sabato, 01 settembre 2007

Dian Fossey

Dian Fossey (Fairfax,California, 16 gennaio 1932 - Rwanda, 26 dicembre 1985) è stata un'etologa statunitente studiosa dei gorilla, autrice di un vasto studio su numerosi gruppi di gorilla, da lei osservati per anni nelle foreste di montagna del Rwanda. Convinta a lavorare in quei luoghi dal famoso paleontologo Louis Leakey, la sua opera è per certi versi analoga a quella di Jane Goodall con gli scimpanzé.

Nacque a Fairfax, in California, ma crebbe a San Francisco dove frequentò la Lowell High School. La sua infanzia non fu facile: i genitori si separararono quando lei aveva appena tre anni e la madre, per procurarsi il denaro necessario, lavorava come indossatrice presso alcuni negozi di abbigliamento, affidando ad altri la figlia. Due anni più tardi si risposò, ma il nuovo marito si rivelò eccessivamente severo e autoritario. Spesso Dian era esclusa dalla vita dei genitori e per questo cercava la compagnia degli animali. Avrebbe voluto laurearsi in Veterinaria, ma non riuscì a superare alcuni esami. Conseguì la laurea in terapia occupazionale presso il San Jose State College (ora San Jose State University) nel 1954. Si trasferì nel Kentucky per lavorare in un ospedale, e nel 1957, in seguito all'invito di un amico, cominciò a pensare a un viaggio in Africa.


Nel 1963 riuscì finalmente a procurarsi il denaro necessario per il suo viaggio. Durante il soggiorno in Africa conobbe il dottor Leakey e vide il suo primo gorilla di montagna. Qui incontrò il regista Alan Root, che stava girando un documentario sui gorilla. Incontrato nuovamente il dottor Leakey a una conferenza nel Kentucky, Dian gli comunicò il suo desiderio di andare in Africa per studiare i gorilla e gli mostrò alcune fotografie che aveva avuto dal regista Alan Root, dicendo di averle scattate lei stessa. Leakey fu profondamente impressionato da quelle immagini e convinse il National Geographic a finanziare una missione in Africa a Dian.

Dian Fossey raggiunse la Repubblica Democratica del Congo nel 1966, e qui si apprestò a un difficile censimento dei gorilla, proseguendo gli studi già iniziati da George Schaller. Creò il Karisoke Research Center in Rwanda nel 1967. In seguito frequentò l'università di Cambridge, dove conseguì il Ph.D. in zoologia nel 1974.

Fu trovata assassinata, all'età di 53 anni, nella provincia rwandese del Ruhengeri nel 1985. Secondo le testimonianze raccolte, il mandante dell'omicidio sarebbe stato Protais Zigiranyirazo, ex governatore del Ruhengeri, noto anche per avere creato le squadre della morte che sterminarono oltre 800.000 rwandesi nel 1994.

Il suo libro Gorilla nella nebbia descrive le sue ricerche scientifiche ma è anche un penetrante memoriale che narra di come Dian arrivò a studiare i gorilla in Africa. Parti della sua vicenda personale vennero in seguito adattate per il cinema: nel film Gorilla nella nebbia il ruolo di Dian è interpretato da Sigourney Weaver. Il libro tratta assai più dettagliatamente la sua carriera scientifica e omette alcune informazioni sulla vita privata, come la relazione con il fotografo Bob Campbell, che è invece in primo piano nell'intreccio del film.

Woman in the Mist di Farley Mowat, è stata la prima biografia estesa di Dian Fossey, e fa da utile contrappeso alle drammatizzazioni del film e alla centralità dei gorilla nella sua opera.

Un nuovo libro di Camilla de la Bedoyere, No One Loved Gorillas More (letteralmente: Nessuno ha amato i gorilla più di lei), racconta la storia di Dian attraverso le lettere da lei scritte ai familiari e agli amici. L'opera è pubblicata per commemorare il ventesimo anniversario della sua morte e comprende numerose fotografie inedite di Bob Campbell


postato da: Elenok31 alle ore 09:31 | link | commenti (4)
categorie:

Commenti
#1    26 Gennaio 2008 - 17:23
 
Sono tornata da poco da una vacanza di tre settimane passata in Kenya.Che dire...?!Bellissimo paese,Kenya!Peccato che sia abbitato,pero'!Sono tornata con una pessima impressione della gente del posto che trovo che sia per quanto umile apparentemente,assai selvaggia e pericolosa,come sembra che divventa tutt'un tratto.In piu,non li piace lavorare,sono lenti e non sanno come meglio truffare in turisti ,come ingagnarli e chiederli dei soldi.Trovo che la Kenya,come in tanti altri paesi africani,sia una clima assai buona,che e' veramente un dono di Dio.Se la gente avesse un indole diverso,sarebbero molto ricchi e sicuramente sarebbero in tanti i benestanti.
Non tanti di noi hanno il coraggio di dire cose del genere,di dire come stanno per da vero le cose,li',in Africa....Anzi,li sta piangendo adosso a questa gente,perche sono dei poveracci e perche devono essere aiutati.Si, li ho aiutatto anch'io lasciandoli tutti vestiti del mio figlio e tanti di quelli del mio marito,dandoli dei soldi a destra e a sinistra,e lasciandoci truffati dalla loro "perspicaccia"....Pero' questo risolve il probblema della loro poverta'?!Ovviamente ,NO!
So,per motivi di diplomazia dovremmo tutti far finta di essere dei buoni samariteni,assai preoccupati della sorte di questa gente,gente che prefferisce morire di fame che fare dei sforzi per lavoare .
Mi dispiace dire,pero' stando in Kenya ho capito il perche eranno picchiati i schiavi dei Statti Uniti,prima della guerra di seccessione.Io che ho sempre odiato la violenza e mi faceva penna quella gente portata con la forza dall'Africa a lavorare le piantaggioni....Ho capito ,anche se non sono tutt'ora d'accordo con quest'altra sporca tragedia umana.
Che dire...?!
Poveri animali di questi paesi africani...!Bracconati,tratatti male e al buon piacimento di questa gente...!
In tutta Maasai Mara e' rimasto un solo leopardo,un solo ghepardo e nessun rinoceronte!Ma e' possibbile uno scchifo del genere?Ma come si fa?
Anche questi due esemplari,(il leopardo ed il ghepardo)due picoli animali,in fondo,non trovavano la pace tutto il giorno a forza dei jeep con dei turisti che li stava spiando per fare delle foto.Manco possono cacciare per nutrirssi,secondo la legge della savana.Che stress questi safari per i animali,pero'...!Ma chi pensa anche a questi aspetti?
La gente del posto e piutosto fredda ed indiferente ai animali per i qualli non sanno cosa vuol dire avere dei sentimenti d'affetto.Anzi,per loro la natura rappresenta soltanto un modo per fare del turismo e per cio' :soldi.Soldi,soldi e di nuovo soldi,perche loro tutti non vogliono altro che soldi ad ogni costo.Soldi che purtroppo non li hanno e non li avranno mai con questo modo di raggionare e di fare.
Se tornero' ancora in Kenya oppure in un altro paese africano,lo farro' soltanto per via dell'amore per certe scimiette alle qualli mi sono affezzionata assai....!Scimiette tratatte assai male della gente locale per la qualle sono coloro che li mangia il cibo.Per cui e' facile vedere come buttano con delle pietra nei alberi dove si trovano queste simpatiche e assai amichevoli creature...!Manco i turisti li lascia avvicinarle e darli da mangiare,dicendoli che mordono,il che non e' affatto vero.
Ogni giorno venivanno due specie di scimiette nella nostra stanza d'albergo e giocavanno con noi ed il nostro figlio,ci tocavanno con le loro manine,cercavanno dei pulci nei nostri cappelli e posso dire che eranno amorevolli e assai care...!
Li ho nutrite piu non si puo' ,comprandoli da mangiare per tutto il tempo che siamo li e mi mancanno tantissimo.
Nostro figlio ,che ha tre anni e mezzo,ora mi chiede tutti giorni di due di queste scimiette,alle qualli eravammo in modo particolare affezzionati,e con le qualli lui vuole ancora gioccare...

M'immaggino questa povera donna,la Dian Fossey quanto ha dovutto soffrire e come i hanno distrutto il cuore quella gente li', che hanno ammazzato e crocificato il suo amato Digit e anche altre decine(su'un centinaio di gorilla,se non mi sbaglio).Ho visto il filmato di queste creature quasi umane,cosi come sono statte ammazzate e crocificate su' delle croci fatte dai rami,e sono rimasta traumatisata ancora oggi di tanto orore e penna.
Povera donna,veramente!Poveri noi,che siamo capaci di tanto:sia di fare tanto male ai umani e ale creature,che sopportare tale sofferenze e frustrazioni!
Sara',perche del Capricorno come me,sara' perche ci unicsce l'amore per i animali,pero' dentro di me,da qualche parte nel cuore c'e' una forte ferita che si chiama Dian Fossey.
utente anonimo

#2    10 Settembre 2008 - 14:08
 
il tuo italiano e' all altezza delle tue opinioni...la licenza elementare l hai presa?
utente anonimo

#3    28 Gennaio 2009 - 15:26
 
Non ho parole per chi ha scritto il primo commento. Ma qualcosa devo dire, non posso stare zitta. Un consiglio solo rimani in Italia a farti le vacanze visto che nonostante sei andata in Africa non hai capito niente della gente che vive li. Vergognati, l'Africa è così per colpa di noi occidentali l'abbiamo rovinata noi non loro... Non parlare se non conosci
utente anonimo

#4    18 Ottobre 2009 - 18:30
 
Nn voglio giudicare i commenti molto +discutibili della spiegazione magari maldestra della signora....chiedere "ha la licenza media?"questo equivale a dire chi nn sa' scrivere e leggere correttamente nn può dire la sua...xme scorretto,anche gli ignoranti hanno diritto alla loro opinione altrimenti chi nn sa scrivere e comprendere correttamente nn dovrebbe neanche votare.....ed in Africa sn molti..quindi.....siamo sempre al cane che si morde la coda...il secondo commento : "bisogna sapere prima di parlare"...lascia il tempo che trova..bisogna vivere almeno 1intera esistenza in 1contesto ideologico,culturale,economico,religioso...come quello dell'Africa prima di poter dire 1frase simile......la descrizione della signora nn mi è sembrata 1condanna a morte,anche se esplicata malamente nn era aggressiva....nn sn mai stata in Africa,seguo le sue problematiche dall'esterno ed ho a che fare con persone Africane xvia del mio lavoro..molti sn "dicono" laureati ecc..ma nn dimostrano interesse alcuno nell'apprendere lavori di minimo impegno fisico l'uomo secondo me ha evoluto l'ingegno xnn faticare....ovviamente...se la fatica producesse ricchezza i minatori sarebbero miliardari...nn commentiamo a caso..commentiamo x riflettere 
utente anonimo

Commenti